PARLIAMO DI SPORT GRAZIE A MOMONDO.

Quando si viaggia l’ultima cosa alla quale si pensa nella maggior parte dei casi probabilmente è fare sport.

Il viaggio è sinonimo di relax ma a pensarci bene l’unica cosa che vogliamo realmente far riposare in viaggio è il nostro cervello.

A rigor di logica essendo più riposati dovremmo essere più inclini a spendere energie in attività fisica, anche solo per divertimento.

Ed in effetti è proprio così se ci pensate, quante volte vi siete ritrovati a praticare sport anche se quel tipo di vacanza non era prettamente dedicato all’attività fisica?

Scoprendosi così meno pigri e più atletici del previsto?

Anche perché, volenti o nolenti, in viaggio il cassetto delle scuse ha meno contenuti credibili ed anche i più pigri si fanno maggiormente coinvolgere!

Momondo questa volta ci chiede di parlare del nostro lato sportivo quando siamo in viaggio, un aspetto che avremmo nascosto volentieri perchè sono per lo più avventure tragicomiche.

Ma se consideriamo sport ogni forma di movimento allora possiamo iniziare il nostro racconto.

VISITARE UNA CITTA’ PER MOTIVI LEGATI ALLO SPORT.

Da questo preludio sono escluse ovviamente tutte le persone che partono per un luogo appositamente per partecipare a manifestazioni sportive.

Ogni tanto penso a come sarebbe ad esempio visitare una città partecipando magari ad una maratona!

… ok, magari anche ad mezza maratona sarebbe già tanto! Stavo pensando troppo in grande, lo so!

Sarebbe sicuramente un’esperienza diversa dal comune modo di vedere una città, di respirarne l’essenza.

Io l’ho già segnata nella mia travel bucket list da tempo ma convincere Isacco è un’impresa impossibile in quanto creatura di mare, perciò si accettano candidature come spalla sulla quale contare durante i numerosi chilometri di corsa.

Al momento, in repertorio, abbiamo corsette di calibro minore come la Color Run (Firenze e Rimini) e la StraCesena.

Le consigliamo entrambe per passare un po’ di tempo facendo qualcosa di divertente anche insieme agli amici… non bisogna per forza correre, si può anche camminare.

RISCOPRIRSI SPORTIVI IN VIAGGIO.

Tornando con i piedi per terra, non c’è bisogno di fare fatiche estreme.

Sono considerate attività sportive anche attività di minor intensità.

Magari leggendo vi sono riaffiorati alla mente ricordi di viaggio legati allo sport e forse abbiamo anche qualche esperienza in comune.

TI RICORDI QUEL MARE AZZURRO CHE INVITAVA A TUFFARSI?

Siamo stati in vari posti dove il mare turchese e la barriera corallina ci hanno dato la possibilità di fare snorkelling.

Ma in assoluto la nuotata che non ci dimenticheremo mai è stata ad Antigua, dove ci è presa la malsana idee di nuotare da una caletta all’altra.

Malsana perché a prima vista sembravano vicine, a nuoto ci siamo resi conto che la nostra prima impressione non corrispondeva esattamente alla realtà.

Per fortuna avevamo almeno le pinne che ci aiutavano ad avanzare con meno fatica.

Però la maschera no, perchè portarla? Non sarà utile?

Ecco, delle volte è meglio non vedere cosa c’è sotto, soprattutto quando la tua amata dolce metà in mezzo al mare osa dire:

“C’è qualcosa che mi ha toccato la gamba!”

In due secondi ero già a riva, penso di non aver mai nuotato così forte in vita mia! Avevo incredibilmente anche il fiato per inveire contro gli esseri degli abissi, Isacco (che povero non c’entrava niente) ed il mondo intero, nessuno escluso!

Sapete che l’ansia è mia compagna però a ripensarci, che ridere.

BEACHVOLLEY, ITALIA VS RESTO DEL MONDO.

Eravamo alle Fiji, in quel posto stupendo che è l’Octopus Resort e quel pomeriggio non avevamo nessuna escursione in previsione.

Eravamo sul lettino a prendere il sole con una vista spettacolare in una baia da sogno, non ci mancava nulla, avevamo tutto ciò che desideriamo quando siamo al lavoro (soprattutto di lunedì, ma anche il martedì ed i giorni a seguire).

Perché interrompere questo momento idilliaco?

Perché ho visto dei ragazzi avvicinarsi al campo da beach e mi si sono addrizzate le antenne e non ho saputo trattenermi.

Ho trascinato Isacco con me per immolarci in una sfida tra Italia e resto del mondo, che poi, sfida è un parolone.

Perché quando nessuno è un giocatore professionista pensate a cosa ne può venir fuori!

Come si dice, l’importante è divertirsi.

Oltretutto è stato un bel modo per uscire dal nostro guscio, noi che a cena le prime sere avevamo paura ad interagire in inglese per il nostro accento per niente perfetto.

LE CORSE IN RIVA AL MARE A FORMENTERA.

Quando partiamo siamo sempre pieni di buoni propositi, un po’ come succede a Capodanno quando si stila un elenco di cose sane che si vogliono iniziare a fare.

Quando la destinazione lo permette mettiamo sempre in valigia un paio di scarpe da corsa, non si sa mai.

Ed a Formentera incredibilmente è successo!

Siamo riusciti a mettere in pratica il nostro buon proposito di infilarci le scarpe per andare a fare una corsetta.

Tutto merito del posto.

Ricordiamo ancora una bellissima passerella in legno in riva al mare, non lontano dall’appartamento dove alloggiavamo, che ci ha dato l’ispirazione fin dal primo momento in cui l’abbiamo vista.

Il percorso arrivava fino ad un sentiero che a sua volta si addentrava in una specie di boschetto, una zona che probabilmente non avremmo mai visto se non percorrendola in questo modo.

TREKKING SUL VESUVIO.

Più che di sport qui parliamo di una missione per la vita.

Era gennaio ed era la prima volta che visitavamo Napoli.

Cosa fai, non vuoi andare sul Vesuvio?

Incuranti del tempo minaccioso siamo partiti, ignorando le previsioni che avevano preannunciato vento e neve.

Il Parco del Vesuvio era aperto perciò non c’era davvero motivo per tirarsi indietro.

A dire la verità salire è stata un’avventura e forse dentro di noi ci siamo chiesti più volte “Ma perchè???”.

Di certo questo è un ricordo che ci ha legato ancora di più ai nostri compagni di viaggio e che non dimenticheremo.

BICICLETTATA A RAROTONGA.

Tra le varie cose che si possono fare alle isole Cook avevamo letto di un giro in mountain bike per Rarotonga.

Il dépliant elencava vari tipi di percorsi: basso, medio ed alto livello, specificando come requisito un minimo di preparazione atletica.

Vogliamo scherzare? Certo che eravamo preparati!

Ma già dall’inizio avremmo dovuto capire cosa ci aspettava, gli altri partecipanti erano equipaggiati come ciclisti professionisti.

Ma in cuor nostro speravamo di essere di quelle persone che dall’aspetto non sembra ma poi alla fine ti stupiscono!

E poi dai, chi si porta in vacanza l’abbigliamento per andare in bicicletta? Le scarpe da ginnastica ancora ancora!

Ok, saliamo in sella e già dopo le prime pedalate avevamo intuito che il ritmo ci avrebbe messo alla prova, per fortuna avevamo scelto il percorso di medio livello.

Passata una decina di minuti imbocchiamo una strada in salita che portava in collina, benissimo!

Però dopo una grande salita c’è il gusto di una bella discesa, l’unica cosa che ci confortava è che ad un certo punto avremmo potuto riposare un po’ le gambe.

Collina, si… illusi! Abbiamo continuato la nostra salita fino ad una cascata, più in alto di così credo che non si potesse andare!

Abbiamo osservato il panorama, cinque minuti per recuperare le gambe e poi via di nuovo!

FORSE COSì E’ TROPPO ANCHE PER NOI.

In quel momento abbiamo scoperto che, tra una chiacchiera e l’altra (quelle poche che ci consentiva il nostro fiato), la nostra guida era una triatleta agonista, sempre meglio!

Abbiamo capito, ma un po’ di pietà per noi esseri umani?

Ci sembrava di partecipare ad una competizione.

Anche gli altri turisti, che ormai vedevamo diventare dei puntini sempre più piccoli davanti a noi, non scherzavano! Si muovevano con tattiche da professionisti.

Finalmente la discesa, peccato che di notte avesse piovuto il mondo quindi il sentiero era un fiume di fango.

Io, che mi vedevo già con la faccia in terra, frenavo in continuazione, probabilmente uno a piedi mi avrebbe superato, forse anche camminando sulle mani… che amante del rischio e dell’avventura!

E non potevo dire nulla perchè questa gita è stata una delle mie tante meravigliose idee!

Inutile dire che siamo arrivati a valle con le sembianze di due statue di fango, niente che un bel tuffo in mare non poteva risolvere.

E con la scusa di volerci godere il mare abbiamo abbandonato quei pazzi godendoci un po’ di meritato riposo.

LO SPORT, QUELLO SERIO.

C’è da dire una cosa.

Attualmente la persona più sportiva della coppia sono io e per questo non mi spiego il motivo per il quale chi fa sport, quello serio, in viaggio è solo Isacco!

Avete già letto l’esperienza di diving in Madagascar?

Oppure il post sulla montagna? Ecco, qui è palese a chi dei due piace sciare e chi preferisce fare i pupazzi di neve.

PERCHE’ FARE SPORT IN VIAGGIO.

Avremmo altre esperienze da raccontare, ma queste bastano a farvi capire che fare sport, anche in viaggio, può risultare un’esperienza divertente.

Fare attività sportiva è sempre consigliato, fa bene per tanti motivi, questo lo sappiamo tutti.

Non è solo fatica, con sé lo sport attira esperienze di vario tipo.

Può essere un modo per fare amicizia con persone sconosciute, per creare momenti indimenticabili che ti faranno sorridere ogni volta che ci ripenserai.

Possono trasformarsi anche in momenti avventurosi che spingono oltre i propri limiti.

E parlo della nuotata in mare che mi è sembrata come la traversata dell’Atlantico per sottolineare che quella non è stata una mia idea!

Sono, in alcuni casi, occasioni per vedere posti che rimangono fuori da un normale tracciato e per provare sensazioni piacevoli come la brezza marina che accarezza il viso quando si corre.

PRENOTA IL TUO VIAGGIO CON MOMONDO.

Non so a voi, ma questi ricordi ci hanno fatto venire voglia di partire.

Se cercate una buona offerta sui voli o anche solo una struttura dove alloggiare vi ricordiamo che potete contare su Momondo, il motore di ricerca di viaggi, a parer nostro, più utile che ci sia.

In questo post vi spieghiamo il perchè.