“Il muro non è caduto nel 1989, ma fu buttato giu’.”

Così l’ex Presidente della Repubblica Federale Tedesca descrisse quel momento storico.
Ora immaginate se una mattina vi svegliaste scoprendo di non essere più cittadini liberi perché durante la notte è stato innalzato un muro che non vi permette più di andare dove volete e che magari vi divide dai vostri cari.
E’ questo che hanno vissuto decine di migliaia di persone.

Sembra che tutto questo faccia parte di un’altra epoca ed invece si tratta di storia recente.
Scriviamo questo post per non dimenticare, perché dalla storia possiamo imparare per non ripetere gli stessi errori, per ricordarci che l’odio è il più grande ed il più forte dei muri ma che l’amore lo può vincere.

Berlin, 1989

Odiavano il Muro, ma cosa potevano fare?
Era troppo forte per essere distrutto.
Avevano paura del Muro, ma non aveva forse senso?
Molti tra coloro che avevano tentato di scavalcarlo erano stati uccisi.
Diffidavano del Muro, ma chi non l’avrebbe fatto?
I loro nemici si rifiutavano di buttar giù un solo mattone …
…non importava quanto le trattative per la pace sarebbero durate.
Il Muro rideva, torvo.
“Vi sto insegnando una bella lezione”, si gloriava.
“Se volete costruire qualcosa che duri per l’eternità, non disturbate ad usare i mattoni.
Odio e diffidenza sono molto più resistenti.”
Sapevano che il Muro aveva ragione e si erano quasi arresi.
Solo una cosa li spronava.
Ricordavano chi c’era dall’altra parte.
Nonne, cugini, sorelle, mogli.
Volti amati che desideravano ardentemente rivedere.
“Cosa sta succedendo?” chiede il Muro tremante.
Senza sapere quel che facevano stavano guardando attraverso il muro, alla ricerca dei loro cari.
Silenziosamente da una persona all’altra, l’amore continuava il suo invisibile lavoro.
“Fermi!” gridava il Muro “Sto cadendo.”
Ma era troppo tardi.
Un milione di cuori si erano trovati l’un l’altro
Il Muro era caduto ancora prima di crollare.

Michael Jackson

Le date del muro.

1952 – viene chiuso il confine tra la Germania dell’Est e la Germania dell’Ovest viene chiuso limitando lo spostamento delle persone da una parte all’altra, fino a quel momento libere di poter circolare.

13 agosto 1961 – Gli abitanti della Germania dell’Est sono sempre più attratti dall’Ovest. Per fermare l’esodo che stava portando ad un calo della forza lavoro la Repubblica Democratica Tedesca (DDR) decise di erigere un muro giustificandolo come un muro antifacista, quasi a sostenere la necessità di doversi difendere dall’Ovest.

Durante la notte tra il 12 ed il 13 fu costruita la prima forma di separazione tra le due Germanie., inizialmente si trattava di una recinzione in filo spinato.

15 agosto 1961 – la recinzione fatta di filo spinato viene poco a poco sostituita da elementi in mattone e prefabbricati.

1962 – viene costruita una seconda fila di mattoni creando una striscia tra i due muri chiamata “la striscia della morte” allestita come un campo minato. Nel corso degli anni i muri vennero rinforzati con materiali e tecniche di nuova generazione.

5 maggio 1989 – L’Ungheria apre i confini con l’Austria e centinaia di tedeschi si trasferiscono da Est ad Ovest.

9 ottobre 1989 – Manifestazione di Lipsia. Sono circa 70.000 le persone che manifestano in una rivoluzione pacifica a favore dell’abbattimento del muro.

Berlino non è che il simbolo di questa storia ma già da settembre in varie città della Germania si sono tenute manifestazioni simili.

Se non sono celebrate è perché nessuno ha rivendicato le gesta rivoluzionarie, il coraggio era la loro arma. Riconosciamo gli eroi del 1989 dal fatto che non volevano essere chiamati eroi.

9 novembre 1989 – viene annunciata una legge dalla DDR che permetterà ai tedeschi di lasciare la Germania dell’Est. Il muro crolla a colpi di picconate.

22 dicembre 1989 – viene riaperta la Porta di Brandeburgo.

3 ottobre 1990 – la Germania è ufficialmente riunita.

I numeri del muro di Berlino.

12.000 gli abitanti di Berlino Ovest che lavoravano ad Est, 53.000 invece gli abitanti di Berlino est che lavoravano a Berlino Ovest.

2,6 milioni le persone che hanno lasciato la Germania dell’Est trasferendosi nella Repubblica Federale Tedesca (BDR) dal 1949 al 1961.

600 sono le persone che sono riuscite a scappare nei primi mesi quando le fortificazioni non erano ancora state rafforzate, tra cui: 85 soldati dell’est in fuga; 137 cittadini che attraversarono un tunnel sotterraneo; innumerevoli le auto che nascondevano le persone al punto di controllo.

Più di 5.000 le persone che riuscirono nell’impresa di oltrepassare il confine dal 1961 al 1989.

239 le persone uccise lungo il muro di Berlino.

271 quelle giustiziate lungo tutto il confine tra le due Germanie.

174 lungo il Mar Baltico.

21 i soldati dell’Est rimasti uccisi durante gli scontri a fuoco contro le persone che tentavano di scappare, da aggiungere a molte altre (centinaia) morti probabili ma non ne è stata accertata la causa.

150 km di filo spinato sono stati fissati nella notte tra il 12 ed il 13 agosto 1961.

106 km di calcestruzzo per un’altezza di 3.60 metri.

8 i punti di controllo che permettevano il passaggio da una parte all’altra, tra cui il famoso Check Point Charlie.

1.400 km la lunghezza del confine spinato o edificato in tutta la nazione e solo 5 km lo spazio concesso per il passaggio rigorosamente consentito a chi aveva il permesso.

10 curiosità che forse non sai sul muro di Berlino.

1) La discarica dell’Ovest.

I cittadini della Germania dell’Ovest quando avevano qualcosa di cui sbarazzarsi la lanciavano dall’altra parte del muro. Qui spesso veniva riutilizzata o riciclata.

2) Quando fu smantellato il muro.

Ufficialmente le operazioni di smantellamento del muro iniziarono il 13 giugno del 1990.

3) Un errore non da poco.

Un membro della Germania orientale annunciò per sbaglio che i tedeschi dell’Est sarebbero potuti passare liberamente nella parte Ovest con effetto immediato. Un errore che contribuì all’assalimento del muro da parte dei cittadini dell’Est.

4) Tracce di muro.

Parti del muro sono in mostra in varie parti del mondo.

5) La fuga non era unidirezionale.

Si fuggiva anche dall’Ovest verso l’Est. Erano stati istituiti dei centri di accoglienza dove le forze armate della DDR dovevano verificare che non si trattasse di spie occidentali.

6) Il discorso del Presidente J.F. Kennedy.

Nel 1963 il Presidente americano J. F. Kennedy venne in visita a Berlino e nel suo discorso pronunciò le parole “ICH BIN EIN BERLINER” (Sono un berlinese). Fu subito acclamato dal popolo perché vennero intese come parole di solidarietà nei confronti della situazione locale. In realtà alcuni pensano che fu una frase provocatoria nei confronti dei sovietici, eravamo in piena Guerra Fredda.

7) Le parole di Reagan.

Anche Ronald Reagan nel 1987 fece un discorso, si pronunciò alla Porta di Brandeburgo con un invito a Gorbaciov: “Mister Gorbaciov, butti giù questo muro!”. Si riferiva al suo impegno su un ambizioso programma riguardante la fondazione di un nuovo partito sovietico, Reagan in quel caso esortò il cambiamento di Gorbaciov specificando che in realtà c’era una sola cosa che poteva fare per progredire e cioè abbattere il muro.  Inutile dire che venne presa come una provocazione e forse voleva proprio esserlo.

8) Non era un muro ma bensì due.

Il muro non era uno solo ma erano due: la cosiddetta “striscia della morte”, larga al massimo 150 metri. Era allestita con cani,guardie armate, torrette di controllo, proiettori, allertatori, fossati anticarro e mine antiuomo.

9) Il muro oggi.

Sono 1.300 i metri di muri che sono ancora in piedi, ad oggi è una raccolta di murales che racchiudono un mix di slogan politici e messaggi di pace.

“Quel tratto di muro è un monito di rabbia e cemento armato che esprime senza parole ciò che tutti avevano nel cuore per 28 anni: I POPOLI NON SI DIVIDONO!”

Una tra le immagini più famose del muro di Berlino è dell’artista sovietico Dmitri Vrubel. Ha riprodotto una famosa fotografia scattata dal fotografo francese Regis Bossu nel 1979 quando il leader sovietico Brezhnev andò in visita a Berlino dall’esponente della DDR Honecker. Nei paesi socialisti quel tipo di bacio era segno di rispetto reciproco. L’artista Vrubel ha aggiunto la didascalia “Mio dio, aiutami a sopravvivere a questo amore mortale“.

10) Le canzoni dedicate al muro di Berlino.

Sono tanti gli artisti che si sono ispirati a questa tremenda vicenda, tra tutti abbiamo scelto 4 canzoni famose che con stupore abbiamo scoperto essere legate alla storia del muro (tranne una perché lo sapevo già, sono cresciuta con le canzoni dei Pink Floyd grazie ai miei genitori!).

Heroes – David Bowie (1977)

E’ la storia di due amanti divisi dal muro.

Another brick in the wall – Pink Floyd (1979)

Il muro di cui si parla in questa canzone ha riferimenti psicologici ed esistenziali ma è ispirato ideologicamente al muro di Berlino.

The wind of change – Scorpions (1990)

E’ diventata la colonna sonora della caduta del muro e della sua riunificazione, dedicarono alla Germania divisa questo loro successo. Il gruppo è tedesco e questa è tutt’ora la canzone più venduta di sempre in Germania.

Fortuna – Lucio Dalla (1980)

E’ curioso come sia nato il testo di questa canzone. Il cantante, in visita in città per il concerto dei Genesis, non avendo mai visto il muro si fece portare da un taxi a Check Point Charlie.

Una volta arrivato chiese al taxi di aspettarlo mentre lui si sedette su una panchina e si accese una sigaretta. Dopo qualche minuto si fermò un altro taxi, era Phil Collins, anche lui fece lo stesso, si sedette sulla panchina accanto e si accese una sigaretta.

Dalla resistette all’impulso di avvicinarsi per andare a conoscerlo per non rovinare quel momento di magia.

Rimasero in silenzio per tutto il tempo della loro vicinanza. In quella mezz’ora Dalla scrisse il testo della canzone, la storia di due amanti, uno di Berlino Est e l’altro di Berlino Ovest, che progettano di fare una figlia che si chiamerà Futura.

Ancora troppi muri.

Sono tanti ancora i muri che dividono i Paesi, azzardiamo a dire a malincuore che sono sempre di più.

La più famosa barriera di sicurezza (è così che sono nominate) si trova in Cisgiordania, a dividere gli israeliani dai palestinesi.

Ne troviamo altre in Messico, Corea del Nord, India, Africa, Turchia… ma anche più vicino a noi, in Europa.

Se vi interessa l’argomento vi lasciamo il link di un articolo molto interessante di Gli Occhi della Guerra , un gruppo di giornalisti che dal 2013 gira il mondo andando ovunque ci sia un conflitto da raccontare.

Tutti hanno un proprio muro.

Siete mai stati a Berlino? Leggete questo post per organizzare 3 giorni nella capitale tedesca.