La città di Imola da qualche anno a questa parte ha un nuovo volto grazie ai progetti dell’Associazione Noi Giovani.

Forse non tutti sanno che la Street Art è entrata a far parte dello scenario imolese in maniera importante, tanto da diventare un motivo in più per visitare la città.

Dietro a tutto questo c’è una macchina alimentata da bellissimi ed interessanti intenti che vi vogliamo raccontare.

L’ASSOCIAZIONE NOI GIOVANI.

Nasce nel 2013 dall’idea di un gruppo di giovani imolesi volta a creare un punto di riferimento e di supporto per la realizzazione di progetti ed idee. Un progetto nato dai giovani per i giovani.

Si tratta di un’associazione culturale giovanile composta da ragazzi under 35 nella quale ciascun membro da volontariamente il suo contributo in base alla propria esperienza.

Si fonda su 4 principi fondamentali:

  • progettare;
  • supportare;
  • sviluppare;
  • realizzare.

Ogni azione è rivolta alla comunità ed ogni progetto si sviluppa sulla base di ricerche, incontri e confronti di idee. Tra gli scopi ne sottolineiamo uno importante che è quello di coinvolgere i giovani allo sviluppo del proprio territorio.

RESTART.

E’ uno dei progetti principali dell’Associazione Noi Giovani.

Nasce sempre nel 2013 e si manifesta principalmente in eventi di Urban Culture.

Grazie a questi eventi ad Imola ci sono sempre più spazi dedicati alla Street Art ma che non sono solo fini a sé stessi.

Di questo ve ne parliamo tra poco, lasciamo un attimo RestArt per approfondire qualche concetto chiave.

COS’E’ L’URBAN CULTURE.

Letteralmente cultura urbana, l’Urban Culture nasce negli anni 70 nelle periferie di New York.

Mette sotto lo stesso tetto Writing, Street Art, sport e musica creando un contesto dove ogni singolo cittadino è libero di partecipare.

Qual è la differenza tra Writing e Street Art?

WRITING.

Nasce negli anni 60 a Philadelphia dalla cultura hip hop e si diffonde nel decennio successivo prima a New York  arrivando in seguito anche in Europa.

In principio si trattava solo di tag ma le continue sfide tra gli artisti hanno fatto sì che questo tipo di arte si sviluppasse sempre di più tanto che i graffiti, nei decenni successivi, sono stati arricchiti anche con soggetti e sfondi.

Le opere dei Writers nei primi anni, essendo illegali, trovavano luogo per lo più sulle fiancate dei treni e delle metro perché le stazioni, almeno nelle ore notturne, erano luoghi meno frequentati.

La polizia aveva messo delle vere e proprie taglie pagando chi denunciasse i cosiddetti trasgressori.

STREET ART.

La Street Art non è solo tag e vernice spray ma comprende varie tecniche di dipingere (in gergo pittare).

Si puo’ considerare il Writing una sottocategoria della Street Art.

Esprime la critica verso le aree private, la società e la politica.

In alcuni casi però nelle opere non c’è soltanto aria di protesta, alcuni artisti preferiscono semplicemente creare le proprie opere in spazi pubblici per poter raggiungere più persone, come se si trattasse di una galleria d’arte a cielo aperto.

Intorno agli anni 2000 infatti numerosi artisti di ogni genere hanno riconosciuto la Street Art come il modo più efficace per raggiungere il pubblico ed avere il suo consenso, per questo hanno iniziato ad esprimere la loro arte in questo modo.

RESTART E L’URBAN CULTURE.

Possiamo sintetizzare come RestArt si approccia all’Urban Culture in 4 punti:

  • UNIONE di writing, street art, sport e musica nei festival organizzati ma anche unione di persone perché gli eventi sono svolti in contesti pubblici proprio per coinvolgere l’intera comunità;
  • CONDIVISIONE di uno spazio, dell’arte, del momento in cui tutto questo si manifesta;
  • RIGENERAZIONE di aree pubbliche, i contesti sono per lo più luoghi che necessitano di un intervento di tessitura sociale e fisica che va a migliorare la qualità dello spazio pubblico.
  • DETERMINAZIONE dei giovani partecipanti che hanno obiettivi chiari ed utili alla comunità dimostrando che questa forma di arte non è solo una semplice valvola di sfogo.

LO SCOPO DI RESTART.

Lo scopo primario di RestArt è la rigenerazione di spazi urbani attraverso appositi eventi dando modo al pubblico di essere generatore del progetto stesso.

Ogni evento è preceduto da un attento studio del territorio cercando di individuare le zone della città che necessitano di un intervento di rigenerazione e che non sono state coinvolte da processi di riqualificazione da iniziative pubbliche o private.

Una volta scelta la zona i ragazzi di RestArt  rendono partecipi al loro progetto i residenti stessi cercando di conoscere eventuali problematiche del quartiere e proponendo loro soluzioni immediate.

Una volta raccolta tutta la documentazione viene messo per iscritto il progetto e presentato in Comune per avere il via libera a procedere.

Per grande fortuna di noi cittadini imolesi l’amministrazione comunale ha da sempre approvato ed affiancato RestArt in ogni suo progetto.

RESTART URBAN FESTIVAL, IL PIANO ENTRA IN AZIONE.

Il progetto trova la sua realizzazione sotto forma di un festival di Street Art ed Urban Culture.

Si tratta di un festival itinerante perché dal 2013, ogni anno nel mese di settembre, ha luogo esattamente nella zona interessata all’intervento.

Sono 3 giorni all’insegna di Street Art, musica, sport ed altri eventi quali laboratori di vario genere dove ogni singola persona può sentirsi parte del progetto condividendo questo bellissimo momento.

E se è una festa per tutti non possono mancare di certo zone allestite per il relax, l’organizzazione è perfetta anche in termini di somministrazione di cibi e bevande.

COSA RIMANE DOPO IL FESTIVAL.

RestArt opera con due metodologie:

l’intervento temporaneo che consiste nel festival, un momento di divertimento dove l’atmosfera è in grado di far apprezzare sia il lavoro degli artisti che un nuovo modo di vivere la città;

l’intervento permanente nonché l’ambiente rimesso a nuovo e svecchiato grazie alla Street Art.

Vi ricordiamo che Rest Art e l’Associazione Noi Giovani non hanno scopo di lucro.

UN PROGETTO CHE FUNZIONA.

Perché ci teniamo a parlarvene?

Perché è un progetto che funziona!

Innanzi tutto dietro a tutto questo c’è un cuore gigante, ci sono dei giovani che senza interesse si rimboccano le maniche per offrire un’opportunità in più alla propria città.

Sarebbe molto più semplice coprirsi gli occhi ed andarsene, invece ognuno di loro da il proprio contributo buttando giù idee e cercando di realizzarle.

E se la città ha un nuovo volto, se è più colorata è grazie a loro che hanno avuto coraggio e ci hanno provato… e ci sono riusciti!

Diamo molto valore alle fasi iniziali dei progetti di Street Art che come vi abbiamo accennato prima si basa sull’ascoltare i residenti delle zone di intervento.

Le problematiche insorte vengono gestite dai ragazzi risolvendole in prima persona, quando possibile, oppure aprendo un dialogo con l’amministrazione comunale.

In tutto questo apprezziamo anche il valore dato alla parola “condivisione” che è una delle più belle parole al mondo.

Negli anni, durante le varie edizioni del festival, hanno partecipato tantissime persone, senza distinzione di età o provenienza.

“Queste sono le cose belle, le cose di cui abbiamo bisogno: momenti felici da condividere tutti insieme.”

RINGRAZIAMENTI.

Sono d’obbligo… Ringrazio RestArt e soprattutto Enrico e Cesare che non si sono mai risparmiati.

Ci hanno aperto fin da subito le porte raccontandoci tantissime belle cose che abbiamo cercato di riportarvi in questo post.

Questo a dimostrazione di quanto RestArt sia condivisione.

Grazie ragazzi!

Vi abbiamo incuriosito?

Date un’occhiata al post dove vi parliamo delle precedenti edizioni di RestArt.