Iniziamo con lo spiegare cosa significa island hopping per chi non lo sapesse.

Tradotto alla lettera vuol dire saltellare da un’isola ad un’altra quindi, amanti del mare e delle isole come noi, questo è pane per i vostri denti!

Alle isole Fiji ci sono due arcipelaghi che permettono un viaggio di questo genere, sono le Yasawa e la Mamanuca.

Organizzare un island hopping non è per niente difficile quando c’è un servizio come la barca gialla dell’Awesome Adventures Fiji sul quale poter contare.

Come un autobus con le sue fermate, l’Awesome Adventures Fiji compie quotidianamente il suo percorso che copre entrambi gli arcipelaghi facendo uno stop ad ogni isola dove sono sono presenti i resort.

Ne parliamo più dettagliatamente nel post cosa sapere prima di partire per le isole Fiji .

IL NOSTRO ITINERARIO ALLE FIJI.

BULA FIJI!

ARRIVO A NADI.

Una volta usciti dall’aeroporto internazionale di Nadi abbiamo seguito le indicazioni che ci aveva inviato il resort, al momento della prenotazione, per incontrare il nostro autista.

Il caloroso ometto ad attenderci nel parcheggio, più che un autista, ci è apparso come un salvatore anche se il viaggio non era ancora finito.

La destinazione questa volta era il porto di Nadi dove una piccola imbarcazione, massimo 20 posti a sedere, in un’ora e mezza ci avrebbe portato alla nostra prima tappa.

E così è stato, senza una virgola e senza una sbavatura, tutto preciso.

La spiaggia del Nanuya Resort.

YASAWA, ISOLA DI WAYA.

Finalmente dopo quasi 40 ore di viaggio eccoci arrivati all’inizio di questo meritato riposo.

Ci si potrebbe chiedere se ne vale la pena affrontare un viaggio così lungo… beh si! Senza dubbio si!

Se siete viaggiatori incalliti, affamati di luoghi da scoprire, nessun viaggio sarà mai inaffrontabile se vi porterà alla vostra tanto sognata meta.

Il nostro “Benvenuto” all’Octopus Resort, canti popolari accompagnati dall’ukulele.

BULA OCTOPUS RESORT!

Ciò che vi spingerà a scegliere un’isola piuttosto che un’altra sarà sicuramente l’appeal che avrà su di voi un determinato resort.

Bene o male le spiagge ed il mare sono sempre paradisiaci.

Sull’Octopus Resort non ci eravamo sbagliati.

La struttura è perfettamente inserita nel contesto ambientale e si affaccia su una spiaggia meravigliosa.

Sullo sfondo il ristorante del resort.

LE CAMERE.

L’Octopus Resort offre camere sia per chi è disposto a spendere un po’ di più, con le sue magnifiche ville sul lungo mare, sia per chi, come noi, cerca soluzioni comode senza spendere un occhio della testa.

Il nostro bungalow era una graziosa casetta di paglia con un bagno privato alla maldiviana, a cielo aperto. Spazioso, pulito e davvero carino.

Anche all’Octopus, come in generale in tutti i resort di questi due arcipelaghi, c’è una zona per i backpackers che offre la possibilità di dormire in camerate.

Il nostro bungalow.

IL RISTORANTE.

I pasti sono tutti compresi nel costo della camera, escluso il bere.

Questo vale per qualunque formula di soggiorno sia stata scelta.

Un’altra particolarità dell’Octopus Resort è proprio il ristorante, è allestito sotto un pergolato a due passi dal mare con tavolate da condividere con gli altri ospiti ed il suo pavimento sabbioso.

Fare amicizia è molto facile se lo vorrete.

Ci sono anche tavoli più piccoli, chiaro, ma suvvia … non fate i timidi!

Sul cibo non abbiamo nulla da dire, abbiamo provato un po’ di tutto e siamo sempre rimasti soddisfatti.

L’impronta della cucina è decisamente indiana mista creola.

Viene usato molto il latte di cocco, delizioso soprattutto quando viene accostato al pesce (anche crudo).

In generale sia a pranzo che a cena si scelgono le portate da un lungo elenco scritto su una grande lavagna.

La colazione continentale invece è a buffet, questa volta a bordo piscina.

Happy Hour al bar della spiaggia.

LE ATTIVITA’ E L’ANIMAZIONE.

Ecco dov’è trapelata la vera anima dei fijiani, dal meraviglioso staff.

Persone sorridenti che svolgono tutto con una calma invidiabile, puntuali e sempre disponibili.

Le attività pensate per gli ospiti qui sono molto legate al territorio e diverse dalla classica animazione dei villaggi turistici, ci teniamo a sottolinearlo.

Di giorno si può uscire in barca per fare snorkelling o diving oppure ancora, quando è stagione per avvistare le mante.

C’è un bel trekking impegnativo che vi porterà in cima ai rilievi dell’isola e per i meno sportivi lezioni di yoga e di balli popolari.

In questo post dedicato allo sport ed i viaggi abbiamo parlato anche di un’attività fatta proprio qui all’Octopus resort.

Volete provare una situazione esclusiva? Fatevi portare su una spiaggia deserta!

Mezza giornata da re in una spiaggia favolosa con tanto di cestino per il pic nic super fornito (dalle riviste al vino), sdraio ed ombrellone per non ustionarvi!

Trekking sui monti di Waya.

E la sera? Il divertimento è assicurato se vi lascerete coinvolgere.

A partire dalla gara dei paguri fino ad arrivare alla serata del cinema sotto le stelle con tanto di gelato e pop-corn.

Per non parlare dell’evento “dancing under the stars” dove anche alcuni membri dello staff hanno abbandonato momentaneamente i loro ruoli per divertirsi insieme a noi.

L’Octopus Resort ci è rimasto davvero nel cuore anche per questo interscambio tra popoli differenti.

I fijiani sono davvero ospitali e socievoli, non è un caso se si era creata una situazione favorevole anche nel legare con altri ospiti dando vita ad un melting pot vacanziero.

Siamo davvero contenti di aver deciso di fermarci una settimana intera, ed ahinoi, il tempo è davvero volato.

Abbiamo ripreso la barca gialla alla volta del Nanuya resort.

A CHI LO CONSIGLIAMO.

A tutti.

Alle coppie come ai gruppi di amici, a chi piace fare amicizia ma anche chi non ama poi così tanto la condivisione e preferisce starsene tranquillo per i fatti suoi.

Ognuno può trovare la sua dimensione qui.

La barriera corallina davanti all’Octopus resort

YASAWA, NANUYA LAILAI ISLAND.

NANUYA ISLAND RESORT.

Il Nanuya Island Resort è tutta un’altra esperienza rispetto a quella che vi abbiamo appena raccontato.

Abituati ad una certa situazione che ormai ci aveva conquistati, viene facile fare un confronto.

Nessuna obiezione sull’accoglienza, il popolo delle Fiji si è sempre dimostrato cordiale in ogni situazione, sempre.

Diciamo che qui l’atmosfera è più formale rispetto all’Octopus Resort.

Regnava la calma ed il silenzio, saremmo stati al massimo 6 ospiti, forse la pace era fin troppo eccessiva, questione di gusti.

Nessun tipo di animazione, solo qualche attività diurna legata allo snorkelling.

Ma ci siamo abituati presto anche a questa situazione, se non altro abbiamo ricaricato ben bene le pile qui.

Vista dal nostro balcone al Nanuya Resort

IL RESORT E GLI ALLOGGI.

Possiamo definire il Nanuya un resort dall’atmosfera romantica.

La spiaggia bianca davanti a noi sempre meravigliosa, un giardino curatissimo e le camere, piccole casette, disseminate lungo un sentiero in salita che regalava una vista mozzafiato sull’Oceano Pacifico.

Non si tratta dell’unica struttura sull’isola di Nanuya Lailai ma sicuramente è la più curata.

IL RISTORANTE.

Se aveva perso qualche punto per la quasi mancanza delle attività, il Nanuya li ha recuperati tutti o forse anche di più con il suo ristorante.

Tutto stra-squisito! Sia la carne che il pesce.

La nostra formula di pernottamento comprendeva la colazione a buffet e sia a pranzo che a cena una sola una portata a scelta dal menù alla carta con un contorno, bevande escuse.

Ammettiamo che quasi ogni sera non ci facevamo mancare l’extra perché qui sono buonissimi anche i dolci!

Il preferito di Isacco la banoffie pie (banana, caramello e tanta panna montata), il mio … TUTTI!

La cheesecake… perché non abbiamo mai fatto in tempo a fotografare la banoffie!

LO STAFF.

Relazionarsi con lo staff del Nanuya era meno frequente rispetto all’Octopus forse proprio per la mancanza di attività che rappresentano un modo di approcciare e di vivere un’esperienza insieme.

Nonostante questo non dimenticheremo mai Abram, il giardiniere tutto-fare, che si fermava spesso a parlare con noi della sua famiglia e di come ha dovuto rimboccarsi le maniche dopo che un uragano gli aveva portato via tutto.

LE ATTIVITA’.

Le attività, tutte a pagamento, sono da prenotare e nel nostro caso venivano spesso annullate perchè non si riusciva a raggiungere il numero minimo di partecipanti.

In autonomia abbiamo fatto il giro a piedi intorno all’isola ed un po’ di snorkelling davanti al resort.

A CHI LO CONSIGLIAMO.

Il Nanuya Island Resort è un posto estremamente tranquillo, forse troppo per noi.

Potremmo consigliarlo sicuramente (e solamente) alle coppie, magari in viaggio di nozze, o comunque a tutti quelli che desiderano rilassarsi in un posto tranquillo.

Tramonto rosa al Nanuya Resort.

RIENTRO A NADI.

Arrivati al termine di questi 5 giorni al Nanuya Island resort eccoci di nuovo a bordo dell’Awesome Adventures Fiji con destinazione Nadi per le ultime due notti prima del rientro in Italia.

Abbiamo pernottato al Mercure Nadi, una catena alberghiera che offre camere a prezzi economici, incluso il servizio di navetta per il porto e l’aeroporto.

L’hotel si è rivelato superiore alle nostre aspettative perché questa volta avevamo cercato qualcosa di davvero economico.

Le camere erano pulite in più la struttura era dotata di piscina e ristorante che offriva vari tipi di cucina, pizza compresa.

L’ingresso alle camere del Mercure Nadi ci ha ricordato molto lo stile dei motel.
La vista sul retro è migliore, da sulla zona centrale dove ci sono la piscina ed il ristorante.

MAMANUCA E L’ISOLA DI CAST AWAY.

Gli ultimi giorni a Nadi ci hanno permesso di partecipare ad una bella escursione sull’isola di Monuriki, la più turistica ma immancabile se pensate che è stato il set del film Cast Away interpretato da Tom Hanks.

Facendo parte delle escursioni più gettonate a Viti Levu è possibile prenotarla con facilità in qualunque struttura alloggerete.

In 40 minuti di navigazione dal porto di Nadi si raggiunge l’isola, deserta ma non così sperduta come danno da intendere le inquadrature del film.

Nonostante sia molto frequentata dai turisti fortunatamente è rimasta selvaggia ed incontaminata, compresa anche la barriera corallina frequentata da molti pesci colorati.

La gita occupa mezza giornata e nel prezzo è compreso anche il pranzo.

ARRIVEDERCI FIJI.

Giunti alla fine salutiamo le Fiji con un grosso BULA! pronti ad affrontare il rientro più rilassati e con la mente più leggera.

Nel cuore rimarrano sempre le persone che abbiamo incontrato, specialmente il loro sorriso e l’assenza di tempo (Fiji Time) che fanno delle isole Fiji una metà da relax al 100% .

Leggi anche il nostro island hopping alle Seychelles.